Siccità estrema al nord : si svuota il Lago Maggiore. Po in secca

Sembra non aver fine la crisi idrica del nord Italia dove la pioggia, quella vera, latita dall’autunno. Una siccità davvero estrema quella che sta interessando il Settentrione, specie il nord-ovest dove le perturbazioni sembrano trovare quasi una “barriera” che impedisce il tanto sospirato arrivo delle piogge. Solo il nord-est sta riuscendo nell’impresa di vedere piogge saltuariamente, ma comunque parliamo di quantitativi di molto inferiori rispetto alle medie stagionali.

La causa principale di questo periodo siccitoso che pare non aver fine è da ricercarsi nell’esasperante invadenza degli anticicloni, da quello azzorriano a quello sub-tropicale, che si sono letteralmente impossessati dell’Europa centro-occidentale. Anche Paesi come Spagna e Francia stanno vivendo una lunga fase di siccità oltre che termicamente sopra la media del periodo.

La situazione dunque è molto grave considerando la velocità con cui i bacini idrici del nord Italia si stanno letteralmente svuotando. In primis il lago Maggiore, dove mancano all’appello ben 300 milioni di metri cubi d’acqua. Il livello del lago ha raggiunto i 16 cm sopra lo zero idrometrico convenzionale, un livello che solitamente viene raggiunto nei mesi estivi. Solitamente in questo periodo dell’anno il livello del lago Maggiore supera il mezzo metro. Se andiamo ad osservare gli accumuli di pioggia della zona, ad esempio Domodossola, troviamo solo 28 mm di pioggia caduti in tutto l’inverno. Insomma parliamo di numeri davvero eccezionalmente bassi. 

“La situazione è sicuramente preoccupante – spiegano il presidente Rdi Coldiretti Piemonte oberto Moncalvo e il delegato confederale Bruno Rivarossa – perché le riserve idriche sono necessarie per i prossimi mesi, quando le colture ne avranno bisogno per crescere. Il timore è che, dopo queste temperature elevate, possa tornare il freddo: a risentirne potrebbero essere la vite, le pesche e le albicocche”.
“L’andamento anomalo di quest’anno – proseguono Moncalvo e Rivarossa – conferma purtroppo l’esistenza di cambiamenti climatici in corso, con una più elevata frequenza di eventi estremi, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense, rapido passaggio dal maltempo alla siccità. Per questo l’agricoltura piemontese non può fare a meno di assicurare le proprie produzioni agricole, adottando un’adeguata azione di gestione del rischio”.

Crisi anche per il Po, ormai in secca storica su tutta la pianura Padana. In numerose località stanno emergendo vaste lande di sabbia sul letto del fiume.

QUANDO TORNA LA PIOGGIA?

Al momento è confermato il dominio dell’anticiclone almeno per altri 7-10 giorni su tutto il nord Italia e il versante tirrenico. Dunque la pioggia sarà ancora assente e la siccità si aggraverà ulteriormente. Stando alle ultime tendenze pare che la situazione possa sbloccarsi in maniera evidente entro fine mese grazie alla riapertura della porta atlantica, ma per il momento si tratta solo di ipotesi a lungo termine.

Articolo di Raffaele Laricchia

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