Polo nord : l’artico raggiunge la massima estensione invernale. Estensione però sotto la media

La sessione invernale sta ormai giungendo al termine anche per il Polo Nord, dove solitamente proprio nel mese di marzo viene raggiunta la massima estensione possibile prima della lenta fusione che si avvicina con l’estate. Quest’anno la massima estensione del ghiaccio artico è stata raggiunta il 13 marzo, dopodichè si è trattato di lievissime oscillazioni che ora, gioco forza, diverranno ondulazioni via via sempre più verso il ribasso complice l’aumento delle ore di luce.

Stando alle misurazioni effettuate dai satelliti la superficie del ghiaccio artico ha raggiunto i 14.78 milioni di metri quadrati, non il valore più basso degli ultimi 40 anni bensì il settimo. Insomma probabilmente non si tratta della peggior annata per il Polo nord ma nemmeno della migliore : l’estensione (senza parlare del volume) risulta essere inferiore alla media trentennale 1981-2010. I danni più importanti li riscontriamo in Alaska dove da diversi anni si è instaurato un pattern sempre più caldo che obbligatoriamente porta alla fusione dei ghiacci.
All’appello mancano, in totale, almeno 860.000 km quadrati di ghiaccio, andati persi in questi anni.

Estensione dell’artico al 21 marzo. La linea gialla indica l’estensione MEDIA del periodo 1981-2010

La tendenza sul futuro della calotta artica resta pessimista, seppur negli ultimi anni sono intervenuti alcuni fattori confortanti che hanno in parte attenuato lo scioglimento dell’artico. I dati definitivi sull’invernata dell’Artide saranno pubblicati nel mese di Aprile dagli scienziati del NSIDC.

Articolo di Raffaele Laricchia

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