Brasile : ecco il ciclone Iba, rarissimo sistema tropicale dell’Atlantico meridionale

Con l’inizio dell’autunno australe può partire la temibile stagione dei cicloni tropicali al di sotto dell’equatore che, a dir la verità, è già partita come peggio non poteva. Sono già tre le grandi tempeste che hanno flagellato l’emisfero australe : parliamo dei cicloni Idai (Africa), Veronica e Trevor (Australia). Soprattutto Idai è stato quello più  catastrofico, tanto da causare quasi 1000 vittime e danni incalcolabili.

Come già avemmo modo di parlarne nel nostro approfondimento sui cicloni tropicali, è chiaro che sono l’oceano Indiano, il Pacifico e l’Atlantico centro-settentrionale i grandi bacini d’acqua in grado di ospitare i temibili cicloni tropicali, mentre l’Atlantico meridionale risulta essere meno avvezzo a questo tipo di situazioni. Osservare formazioni di tipo tropicale nell’Atlantico meridionale è davvero raro, ma ormai la rarità sembra voler diventare la normalità, come stiamo riscontrando in questi ultimi tempi.
Un nuovo ciclone tropicale si sta sviluppando a largo del Brasile, dove sta approfittando delle anomale temperature positive dell’oceano (situazione decisamente rara per la zona). La nuova tempesta, denominata Iba, era inizialmente un normale fronte freddo proveniente dall’Antartico, in seguito isolatosi davanti alle coste sudamericane. Col passare dei giorni questa perturbazione si è rapidamente evoluta approfittando delle acque marine molto calde sin tanto da raggiungere lo stadio di una tempesta tropicale.

Il ciclone Iba sta stazionando a largo delle coste di Bahia e presenta venti medi superiori ai 65 km/h, oltre che mareggiate notevoli fino a 4 metri. Il ciclone si sposterà nelle prossime ore verso sud-ovest, dove minaccerà le coste brasiliane di Bahia ed Espirito Santo. Quasi sicuramente non diverrà un uragano di categoria 1 (ovvero con venti medi superiori ai 118 km/h) ma resterà una tempesta tropicale, comunque rara per questi territori. I precedenti risalgono al 2004 e al 1991.

Articolo di Raffaele Laricchia

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