Emergenza umanitaria in Mozambico: assalti a case e depositi per accaparrarsi il cibo

Situazione sempre più difficile e drammatica in Mozambico, colpita da straordinarie alluvioni nel mese di Marzo. 

Negli ultimi giorni è cresciuta l’emergenza umanitaria: molte aree sono ancora isolate e la gente è disperata, senza cibo e assistenza medica da giorni. Un posto di distribuzione del cibo difeso dall’esercito è stato assaltato. Un servizio video dell’emittente statunitense PBS NewsHour mostra i militari a difesa del deposito che sparano colpi d’arma da fuoco in aria e bastonano le persone che tentavano di entrare. Segnalati anche diversi assalti ad abitazioni private. 

Si fa ancora fatica a raggiungere molte zone, soprattutto quelle interne, colpite dal devastante ciclone Idai. A quasi dieci giorni dal disastro, un gran numero di persone è ancora in attesa di soccorso sui tetti delle case e sugli alberi. Ad ovest della città di Beira, distrutta al 90 per cento, l’esondazione dei fiumi Pongue e Buzi ha creato un enorme lago che dalla costa entra per 125km all’interno. 

Il bilancio è al momento attorno alle 400 vittime, ma si tratta di una stima provvisoria e si temono in realtà ben oltre 1000 morti. Inoltre, a causa delle piogge che continuano a cadere sull’area colpita dal ciclone si temono ulteriori esondazioni del fiume Buzi e perfino dallo Zambesi, 300 km a nord di Beira.

Secondo UNICEF la metà degli 1,7 milioni di persone colpite dalla tragedia sono bambini. Ora le priorità assolute sono avere acqua potabile e massima attenzione all’igiene per evitare il diffondersi di malattie a causa dell’acqua contaminata.

Articolo di Francesco Ladisa

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