Ambiente, inquinamento estremo sulle spiagge italiane : 770 oggetti ogni 100 metri

Inquinamento alle stelle sulle spiagge italiane secondo i dati dell’ISPRA forniti presso la sala stampa della Camera in occasione della giornata del mare e della cultura marina, nella giornata di giovedì 11 aprile. Secondo gli esperti l’inquinamento sulle spiagge italiane ha raggiunto valori impressionanti a cui occorrerà porre un immediato freno a mano : esattamente è stata calcolata una media di circa 770 oggetti ogni 100 metri di spiaggia, dei quali l’80% è rappresentato da plastica, ormai la regina degli inquinanti marini.

Situazione che non cambia molto sui fondali in prossimità delle coste : si contano, infatti, circa 99 oggetti ogni chilometro quadrato mentre i rifiuti e micro-rifiuti che galleggiano nelle acque nazionali risultano essere ben 28 miliardi. Insomma questi dati mostrano una situazione davvero preoccupante per i mari e le spiagge della nostra penisola, una situazione che non fa decisamente onore al nostro territorio.

Il monitoraggio delle spiagge e del mare, con la relativa raccolta dati, è stata eseguita dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), su commissione del Ministero dell’Ambiente in seno al programma “Strategia Marina”. Gli esperti hanno setacciato decine e decine di spiagge tra il 2015 e il 2017 (precisamente 60 spiagge in vari angoli d’Italia), dove hanno recuperato ben 180 mila oggetti. L’80% dei rifiuti è rappresentato dalla plastica e più precisamente da sacchetti, bottiglie, lenze e altro ancora.

TARTARUGHE PIENE DI PLASTICA

Una delle disastrose conseguenze dell’inquinamento marino riguarda le tartarughe marine ritrovate senza vita sulle spiagge : su 150 esemplari di Caretta caretta analizzati, ben il 70% aveva ingerito plastica (circa 12 oggetti per ogni tartaruga).  “Non è possibile che su 150 tartarughe morte spiaggiate, i ricercatori ci dicano che tre su quattro presentano plastica nel corpo” ha dichiarato con amarezza il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che punta a dare una svolta al problema dell’inquinamento marino con la legge “Salvamare”.

Un primo passo verso il cambiamento è stato adoperato in Puglia dove i lidi vieteranno l’uso di plastica nella prossima stagione estiva. Ve ne parlammo in maniera approfondita in questo articolo.



Articolo di Raffaele Laricchia

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