Ultim’ora : vasto fronte temporalesco sta attraversando il nord, potenti grandinate

Come ampiamente previsto nei giorni scorsi e nel bollettino mattutino, un vasto fronte freddo appartenente ad una saccatura d’aria nord atlantica ha raggiunto il nord Italia dove è entrata in contrasto con aria più umida e mite presente al suolo. I fortissimi contrasti termici hanno innescato la formazione di vasti temporali tra Piemonte e Lombardia, i quali si sono uniti in un’unica estesa “squall line”, ovvero una “linea temporalesca” che sta ora attraversando tutto il settentrione. 

Tantissima la grandine rilasciata da questo fronte temporalesco, in particolar modo tra Piemonte e Lombardia dove i chicchi hanno raggiunto dimensioni importanti e l’intensità è stata tale da imbiancare vaste aree tra novarese, vercellese, astigiano, pavese e milanese. Eloquente lo scenario a Milano Malpensa.

Il fronte temporalesco che sta attraversando il nord. In rosso/arancione le aree dove sono in atto i fenomeni più intensi

Ora il fronte temporalesco si sta concentrando tra Emilia e Veneto dove oltre ai nubifragi segnaliamo altre grandinate e addirittura dei “tentativi di tornado” fortunatamente non andati a buon fine. Impressionante lo scatto fotografico di Stefania Battistella da Minerbe, nel veronese, dove si nota chiaramente la base di una supercella temporalesca con evidente “Wall cloud”, zona della nube da dove può nascere un tornado.

Wall cloud del temporale – Chiaro temporale “supercella”, in grado di generare tornado. Fortunatamente il fenomeno vorticoso non si è generato

Il fronte temporalesco si sta gradualmente spostando verso est/sud-est, quindi a breve saranno coinvolte dai fenomeni intensi anche il resto dell’Emilia Romagna e del Veneto. Temporali attesi anche in Friuli Venezia Giulia in serata. Nella notte l’intera perturbazione si sposterà gradualmente verso Toscana, Marche, Umbria e domani sul resto del centro-sud.

Tutti i dettagli meteo per domani nel video, presentato da Raffaele Laricchia :

se non vedi il video clicca qui >>

Articolo di Raffaele Laricchia

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