Emergenza in Groenlandia : sciolti in poche ore 2 miliardi di tonnellate di ghiaccio – le immagini

È piena emergenza climatica in Groenlandia, colpita da un’ondata di caldo storica che sta incidendo notevolmente sui fragili ghiacci dell’isola. Da un estremo all’altro, considerando che fino a ieri sera vi parlavamo del record di freddo per la stazione scientifica Dome A, situata in Antartide.

L’immagine che vi mostriamo arriva dalla Groenlandia ed è stata scattata il 13 giugno 2019 dal ricercatore Steffen Olsen che lavora per l’istituto meteorologico danese. La foto parla da sola : quella che prima era una vasta distesa ghiacciata ora si è trasformata in un vero e proprio lago. Come è possibile tutto questo? È bastato l’arrivo di una notevole ondata di caldo anomalo per la Groenlandia, nel corso degli ultimi 10 giorni, capace di portare le temperature fino a 17°C sui settori centro-meridionali dell’isola. Si tratta di temperature ben oltre le medie del periodo, di almeno 4,5 °C.

Secondo i dati dell’istituto meteorologico danese la stagione di fusione del ghiaccio groenlandese, assolutamente normale e fisiologica con l’arrivo dell’estate, è cominciata con ben 1 mese di anticipo. Almeno il 40% del ghiaccio dell’isola si è sciolto e addirittura in un solo giorno sono svaniti ben 2 miliardi di tonnellate di ghiaccio.

Solitamente il picco di scioglimento del ghiaccio groenlandese si interpone tra giugno e agosto, mentre quest’anno è cominciato già da fine aprile.

Per Olsen e il suo team non sono stati giorni facili, soprattutto per gli spostamenti. Il team di ricerca aveva il compito di recuperare le attrezzature dell’istituto meteorologico situate nella Groenlandia nord-occidentale e come unico mezzo a disposizione vi erano le slitte trainate dai cani. Ovviamente non è stato affatto semplice riuscire a scovare percorsi affidabili e resistenti.

TUTTO COLLEGATO AL RISCALDAMENTO GLOBALE?

La scienziata Ruth Mottram, appartenente al medesimo istituto danese, cerca di mettere un po’ d’ordine sulle cause di questo evento decisamente anomalo : “ogni evento collegato al tempo estremo è difficile da ricondurre esclusivamente al global warming”, lasciando intendere che effettivamente sarebbe troppo facile ricondurre questo evento al riscaldamento globale e per capirne le vere cause bisognerebbe guardare tanti altri aspetti della dinamica atmosferica mondiale.

I modelli, tuttavia, non mostrano scenari incoraggianti : “Secondo le nostre simulazioni ci sarà un accorciamento progressivo della stagione del ghiaccio marino in Groenlandia, ma la velocità e la portata di questo processo dipenderanno molto da quanto si alzerà la temperatura globale. Il caldo record di maggio tra l’Artico e la Groenlandia ha fatto registrare dai satelliti il secondo minor quantitativo di ghiaccio nella zona in 40 anni di rilevazioni”.

Una situazione ben peggiore riguarda il mar di Bering, in Alaska, dove quasi tutto il ghiaccio qui presente è totalmente scomparso negli ultimi anni e soprattutto negli ultimi mesi. Insomma ci troviamo davanti, probabilmente, ad un 2019 pieno di record negativi per il Polo nord.

Articolo di Raffaele Laricchia

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