Grandine estrema a Pescara : chicchi fino a 12 cm di diametro [FOTO]

Continuano ad arrivare immagini a dir poco clamorose da Pescara e provincia, duramente colpite da un temporale come probabilmente mai si era visto prima d’ora. In poco meno di mezz’ora il pescarese è stato letteralmente travolto da piogge torrenziali (che hanno causando pesanti inondazioni) e chicchi di grandine di dimensioni estreme che hanno causato danni altrettanto importanti.

Molti potrebbero pensare che si tratta di fotomontaggi o pezzi di ghiaccio ottenuti comprimendo tanti piccoli chicchi di grandine, ma in realtà non è così e i danni avvenuti purtroppo lo dimostrano. Quelli venuti giù dal cielo sono veri e propri blocchi di ghiaccio, che hanno raggiunto diametri tra i 10 e i 12 cm, ovvero misure che anche negli Stati Uniti (patria delle grandinate estreme) si manifestano raramente. I chicchi più grossi hanno colpito la zona di Francavilla a Mare.

Insomma parliamo di chicchi di grandine più grandi delle arance e delle mele, dal peso variabile tra i 250 e i 350 grammi. Considerata la velocità con la quale precipitano, è fisiologico assistere a danni enormi, vetri frantumati, tetti danneggiati e, purtroppo anche persone ferite. Sono 18 le persone finite al pronto soccorso perchè colpite dalla grandine. Fortunatamente nessuno di loro è in gravi condizioni. Le immagini e i video parlano da soli.

Una grandinata così estrema era purtroppo plausibile, tanto che l’Abruzzo rientrava nella fascia a maggior rischio fenomeni violenti, assieme a Romagna, Marche, Molise e Puglia. I contrasti termici tra l’aria fresca in entrata da nord e quella molto calda e umida presente al suolo sono stati esplosivi e hanno permesso lo sviluppo di temporali molto turbolenti e violenti. 

Sono proprio gli estremi moti turbolenti a causare chicchi di grandine così grossi : le correnti d’aria all’interno del temporale, che vanno su e giù per la nube, trasportano i chicchi di grandine sin verso le altissime quote (anche fino a 15 km di altezza nei temporali violenti come quelli di ieri) dove grazie alle temperature gelide possono ingrandirsi con gran facilità. Dopo decine di giri all’interno del temporale i chicchi raggiungono dimensioni enormi tanto che non possono più essere rette dalle correnti d’aria e precipitano verso il suolo.


Articolo di Raffaele Laricchia

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