Pesca al calamaro: periodo, alimentazione ed esche

Pesca al calamaro: tutto ciò che bisogna sapere.

La pesca al calamaro costituisce una delle prede più buone e affascinanti da catturare all’interno dei nostri mari. Il calamaro (Loligo vulgaris), è un mollusco cefalopode appartenente alla famiglia Loligindae. Il calamaro è una specie stanziale diffusa nelle acque che vanno dal Mare del Nord alle coste occidentali dell’Africa. È presente anche nel Mar Mediterraneo e si presenta dalla superficie (raramente) e fino a 500 metri di profondità.

Pesca al calamaro: periodo, alimentazione ed esche

Pesca al calamaro: colorazione in habitat

Descrizione – Presenta un corpo lungo, cilindrico. È caratterizzato da conchiglia interna (detta gladio o penna) e corpo allungato con pinne laterali che raggiungono l’estremità posteriore della sacca. La testa presenta lateralmente due occhi coperti da membrana cornea, al centro dei quali è situato un organo di senso, presumibilmente olfattorio o tattile. Al centro, è situata la bocca, possiede 10 tentacoli di cui 2 più lunghi e ricoperti da più file di ventose che usa per catturare le sue prede. Il colore è roseo-trasparente con venature rosso scuro e violetta. Quando muore perde velocemente la colorazione e tende a divenire bianco-grigio. Nel Mediterraneo raggiunge una lunghezza massima di circa 30-50 cm per un peso di 1-2.5 kg negli esemplari più grandi ma la media delle catture varia dai 2 ai 4 etti.

Carattere – Il calamaro si presenta spesso in branco (anche molto numerosi) e raramente in coppie o singoli esemplari. Predilige acque pulite, calme e prive di correnti particolarmente forti. Essendo una specie agressiva e territorialia, tende ad attaccare anche senza scopo nutritivo. Una volta allamato, non oppone una particolare resistenza alla cattura. Non a caso il calamaro è pescato più per la qualità delle sue carni e alla sua efficacia come esca per prede di medie-grosse dimensioni che per il divertimento della cattura in se. La riproduzione avviene tra gennaio e luglio, periodo in cui si avvicinano alle coste

Alimentazione – Il Calamaro adulto si nutre di Pesce (che predilige), Molluschi, Crostacei e Policheti. I giovanili mangiano larve di Crostacei. È pratica abbastanza comune il cannibalismo. Presenta un accrescimento molto rapido nel primo anno di età. tale specie di mollusco è apprezzata e conosciuta fin dall’antichitià. La sua carne è molto apprezzata e ben pagata: questo pesce è oggetto di pesca commerciale e sportiva.

Pesca al calamaro: come catturarlo!

Come già accennato, il calamaro un mollusco cefalopode particolarmente vorace, una volta individuato un branco non è particolarmente difficile da catturare. Solitamente, la pesca al calamaro comincia nelle ore successive al tramonto sino a notte fonda. Si può pescare a scarroccio o ancoradosi in un punto conosciuto. L’esca prediletta è la totanara, questà in base all’utilizzo che se ne farà pouò avere pesi, dimensioni e colori diversi, ma l’utilizzo è bene o male sempre lo stesso. Si fa calare la totanara fino al fondo, e poi con piccoli strattoni si imita il movimento di piccoli pesci o molluschi in risalita dal fondale. Non va recuperato troppo velocemente, e data la sua facilità nello slamarsi, è consigliato l’uso del guadino. Le condizioni meteorologiche sono fondamentali per la pesca alla lampuga, a tal fine puoi considerare la nostra pagina creata appositamente per il Meteo Pesca e per il Meteo Mare.

Curiosità: nome dialettale del calamaro

  • Campania: Calamaio;
  • Liguria: Caamà ;
  • Puglia: Calamàre;
  • Marche: Trofello;
  • Sardegna: Tòtanu;
  • Sicilia: Calàmaio ;
  • Abruzzo: Cannuccione o Calamare;
  • Veneto: Calamàr;
  • Friuli Venezia Giulia: Totano del riso.
    Pesca al calamaro: periodo, alimentazione ed esche

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