Pesca all’ombrina: carattere, alimentazione ed esche

Pesca all’ombrina

La pesca all’ombrina costituisce una delle prede più prelibate da catturare all’interno dei nostri mari. L’ombrina (Umbrina cirrosa), è un pesce osseo appartenente alla famiglia delle Sciaenidae. L’ombrina è una specie stanziale diffusa nelle acque dell’Oceano Atlantico, del Mar Nero e del Mar Rosso. È presente anche nel Mar Mediterraneo. Appare sulle coste soprattutto durante l’Autunno.

Pesca all'ombrina: carattere alimentazione ed esche

Pesca all’ombrina

Descrizione – La testa è massiccia e la bocca è piccola. Il labbro superiore è sporgente, mentre quello inferiore presenta un barbiglio. Presenta un dorso acuato con sagoma allungata. Le pinne dorsali sono due. La prima è più alta e triangolare, la seconda più lunga e bassa. Le pettorali si presentano abbastanza sviluppate, così come le ventrali. L’anale è corta e poco sviluppata in altezza. La pinna caudale è tronca. La livrea è argentata con striature oblique di colore giallo e blu. Il bordo dell’opercolo branchiale è nero. Nel Mediterraneo raggiunge una lunghezza massima di circa 1 metro per un peso massimo di 12 kg negli esemplari più grandi ma la media delle catture varia dai 3-4 etti agli 5 chilogrammi.

Carattere – L’ombrina condivide l’habitat con orate, mormore e spigole. Si presenta spesso in piccolo branchi, oppure in coppie o singoli esemplari di grosse dimensioni. Predilige le acque costiere e le foci dove si reca per alimentarsi. Meno le acque profonde e lontane dalla costa. Più presente sui fondali sabbiosi, di rado si incontra anche sui fondali rocciosi. Una volta allamata, è un pesce forte, che oppone una notevole resistenza alla cattura nelle fasi iniziali, poi tende a stancarsi velocemente e a peredere forza.

Alimentazione – Si ciba di invertebrati che trova grufolando nella sabbia. Tuttavia, le sue prede preferite sono i crostacei e i molluschi. Di conseguenza le esche maggiormente utilizzate per catturarla sono: arenicola, coerano, cannolicchio, americano, bibbi, granchio o gamberetto. Gli esemplari più grandi predano anche piccoli pesci. La maturità sessuale è raggiunta tra il quarto e il quinto anno di vita (circa 35-40 cm). Nonostante non sia un pesce particolarmente conosciuto dai consumatori, la sua carne è molto apprezzata e ben pagata: questo pesce è oggetto di pesca commerciale.

Pesca alla lampuga – Come già accennato, essendo l’ombrina un pesce difficile e raro da incontrare, la sua cattura è particolarmente difficile da effettuare. Si pesca principalmente a surf casting e a beach ledgering. Rarissimamente abbocca a spinning, ma diciamolo, bisogna essere particolarmente fortunati. Se la si pesca in prossimità delle foci è preferibile usare coerani, americani e piccoli crostacei, mentre se si è in presenza di fondali sabbiosi è preferibile il cannolicchio, il bibbi o il gamberetto. I momenti migliori, oltre alle ore notturne con marea crescente, sono le scadute o la presenza di acque mosse. Le condizioni meteorologiche sono fondamentali per la pesca all’ombrina, a tal fine puoi considerare la nostra pagina creata appositamente per il Meteo Pesca e per il Meteo Mare.

Curiosità: nome dialettale dell’ombrina

  • Campania: Umbrina;
  • Toscana: Crovello;
  • Liguria: Umbrinnha;
  • Puglia: Kuerve; 
  • Marche: Corbello;
  • Sardegna: Lumbrina;
  • Sicilia: Cruveddui;
  • Abruzzo: Iezzola o Umbraine;
  • Veneto: Corbo;
  • Friuli Venezia Giulia: Corbei.
    Pesca all'ombrina: carattere alimentazione ed esche

    Pesca all’ombrina: carattere alimentazione ed esche